Il Bianco Decugnano dei Barbi

Il Bianco Decugnano dei Barbi. Solo il meglio delle uve selezionate è destinato a questo vino. Le diverse varietà vengono vinificate separatamente e quindi sapientemente assemblate per esprimere al massimo la loro ricchezza e identità. Il Bianco di Decugnano è un vino di raffinata eleganza, equilibrato, minerale. Sintesi della straordinaria vocazione del terroir.

Profilo del vino:

Annata: 2012

Denominazione: Orvieto Classico Superiore Doc

Varietà: Tipico dell’Orvieto

Gradazione: 13%

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Riconoscimenti e punteggi:

Gambero Rosso: Tre Bicchieri

IL TERRITORIO E I VIGNETI
Vigneti: Impiantati nel 1976, 1986, 1997 e 2000. L’esposizione è sud-est e sud-ovest.
Altitudine: 320 metri s.l.m.
Tipologia di Terreno: Di origine marina, marnoso e argilloso con fossili di ostriche e conchiglie dell’età pliocenica.
Allevamento: Cordone speronato, 12-16 gemme per vite.

 

VINIFICAZIONE E AFFINAMENTO
Vendemmia: Avvenuta tra il 14 e il 24 agosto 2012 secondo le varietà dell’uva. La raccolta è manuale, in piccole cassette. Gli ultimi giorni di Luglio e Agosto sono stati molto caldi, portando ad una maturazione precoce e rapida delle uve.
Resa per ettaro: 45 quintali di uva
Vinificazione: Pressatura molto soffice dell’uva, preventivamente raffreddata. La resa dell’uva in mosto è stata del 62%.
Fermentazione: In acciaio inox, alla temperatura di 13°-15° C per 10-12 giorni.
Affinamento: Almeno dodici mesi in bottiglia

 

La Cantina Decugnano dei Barbi:
La storia dei Barbi in terra umbra, inizia alla fine degli anni ’60 del secolo scorso quando il nonno di Enzo, che selezionava a quel tempo vino in tutta Italia da rivendere poi in Lombardia, decise di acquistare a suo figlio Claudio (papà di Enzo) un pezzo di terreno nell’orvietano che in quel periodo era molto di moda. “Mio papà spesso di scontrava con mio nonno sul tema della qualità del vino così” – mi spiega Enzo sorridendo – “acquistargli tre ettari di terreno ad Orvieto ha significato lasciargli produrre il vino come voleva lui lasciando al tempo stesso in pace mio nonno che poteva proseguire il suo lavoro senza troppe scocciature!!”.
Decugnano ad inizi del 1970 era in vendita e la famiglia Barbi non c’ha pensato due volte ad acquistare la tenuta, a quel tempo in miseria, non solo per la bellezza del posto ma, soprattutto, per il terreno che, rispetto alla zona sud dell’orvietano, non è di tipo tufaceo ma, invece, di carattere marnoso e argilloso e ricco di fossili di ostriche e conchiglie di epoca pliocenica. “Sai Andrea” – commenta Enzo – “mio madre è amante dello Chablis e questa terra ricorda molto quel particolare terroir francese“Era il 1973 quando Claudio Barbi acquisto il podere piantando, in sequenza, i vitigni storici dell’Orvieto Classico (trebbiano, malvasia e grechetto) e alcune piante di sangiovese e canaiolo iniziando un’intensa fase di sperimentazione, che riguardò anche la spumantizzazione delle uve dell’Orvieto, che prese forma nel 1978 quando comparvero sul mercato tre vini che ancora oggi esistono: il Decugnano bianco, il Decugnano rosso ed il primo metodo classico prodotto in terra umbra.
Otto anni dopo, nel 1981, l’azienda propose sul mercato prima bottiglia italiana di vino da uve botrizzate: Pourriture Noble. Nessuno fino a quel momento si era accorto che la Botrytis Cinerea attaccava anche i vigneti di alcune zone dell’Orvietano.

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